La RESPONSABLITA’ è come la ragazza dalle belle ciglia:
…tutti la vogliono , ma nessuno se la piglia !
Il proverbio toscano mi ha fatto riflettere come, nel corso degli anni, potrebbe essere cambiato il cosiddetto senso di RESPONSABILITA' . Almeno quella di tipo DECISIONALE , cioè quella capacità di prendere decisioni, piccole o grandi, però con conseguente assunzione di responsabilità, grande o piccola che sia .
Almeno secondo le mie sensazioni…..
Qui di seguito faccio il tentativo di un elenco delle situazioni che secondo me sono cambiate nell’arco degli anni.
Per una mia caratteristica personale mi piace andare in cerca di spiegazioni logiche, o solo storiche o comunque di qualsiasi tipo, ma relative a situazioni anche molto pratiche, comuni nella vita di tutti i giorni: mi è sempre piaciuto cioè di ricercare il perché delle cose, perché sono così come sono…
Talvolta le trovo e sono contento.
Qualche volta no, ma …. “fa istess cume disen a Milan” ..
1) MA SARA’ ANCORA BUONO?
La legge sulla data di scadenza degli alimenti è entrata in vigore all‘inizio degli anni ‘90 con lo scopo di preservare il consumatore dall’uso di prodotti alimentari già confezionati ma che potrebbero presentare il rischio di essere deteriorati se conservati troppo a lungo e magari in condizioni non idonee.
Secondo me è una legge molto civile che ha cercato di limitare al massimo l’uso di conservanti alimentari che non sempre sono totalmente innocui .
Ma con qualche mio sospetto di incentivazione al consumismo un po’ troppo esagerato .
Però non conosco i dettagli dell’applicazione della legge stessa…
E non so se esistano controlli sulla sua corretta applicazione da parte del fabbricante e soprattutto del venditore .
E ha anche portato all’aumento della quantità dei rifiuti alimentari definiti tali senza una ragione plausibilmente oggettiva.
Infatti ricordo che, nella mia gioventù, c’era una prova principe, in quanto organolettica , da parte delle massaie cuciniere. .
Se il sapore era quello originale, il cibo era idoneo , soprattutto se poi avrebbe seguito una procedura di cottura, rimedio incontrovertibile a possibili degradazioni batteriche potenzialmente pericolose.
E anche se c’era la traccia sul cibo di qualche fiocchetto di muffa , se questa era chiara o bianca, no problem, bastava toglierla, ripulire cioè il cibo, cioè “scattivarlo” come si diceva sinteticamente.. .
Si era quindi in presenza di una RESPONSABILITA’ DECISIONALE molto importante però a livello di micro economia familiare….
Quanto sopra per concludere:
La presenza della data di scadenza sulla confezione DERESPONSABILIZZA chi deve prendere la decisione dell’uso o meno dell'alimento .
Per la data di scadenza dei medicinali il discorso deve essere necessariamente diverso…e quindi penso che siano state effettuate, per legge, prove di effettiva funzionalità…
2) MACCHINA DA SCRIVERE
Fino agli anni ‘90 , data di inizio diffusione dei PC e stampanti connesse , la scrittura a macchina di documenti aziendali era demandata esclusivamente alle segretarie presenti negli uffici della struttura.
Ed il mezzo operativo era la macchina da scrivere meccanica, ancorchè elettrica, perché consentiva una maggiore nitidezza, e in qualche caso c’era perfino la possibilità di cambiare anche carattere di stampa ; ma meccanicamente, cioè sostituendo fisicamente i cosiddetti martelletti, cioè le asticelle metalliche sulla cui sommità c’era, in rilievo, il “carattere” che quindi veniva sbattuto con forza sul foglio di carta, premendo il tasto corrispondente.
Durante il movimento veniva Interposto un nastro di tela che trasferiva al foglio sottostante l’inchiostro corrispondente solo alla parte in rilievo del carattere
Inoltre, se ad esempio c’era la necessità di fare più copie della stessa lettera era possibile eseguirle contemporaneamente mediante l’inserimento della cosiddetta “carta carbone” fra il foglio di scrittura ed il suo, o i suoi fogli sottostanti : aveva lo scopo di trasferire l’urto del martelletto sull’inchiostro (solido e spalmato sulla carta carbone) dal foglio principale agli eventuali fogli sottostanti. Ma il numero delle copie al massimo realizzabili era di 4 -5 dipendendo dalla forza di battitura, più importante ovviamente nelle macchine elettriche .
Pertanto la redazione di un documento aziendale, ad esempio una lettera o una relazione, cominciava con una scrittura attenta del documento in forma manoscritta oppure con la dettatura dello stesso alla segretaria , eventualmente stenografa, cioè in grado di prendere appunti scritti significativi ed esaurienti alla stessa velocità di chi dettava il contenuto della lettera stessa, e quindi idonei per una rilettura e conseguente battitura sulla macchina da scrivere da parte della stessa stenografa.
Disgraziatamente però questa procedura di battitura a macchina inibiva ripensamenti o cambi importanti al documento dopo la sua esecuzione
Era solo possibile fare delle semplici correzioni di qualche carattere durante però la fase di battitura cancellando l' errore su tutte le copie e ribattendoci sopra il carattere desiderato.
La conseguenza logica era che i documenti manoscritti dovevano essere sufficientemente meditati in quanto non suscettibili di importanti variazioni
La segretaria giustamente si scocciava di ribattere interamente un testo, e correvi il rischio ( molto grave secondo me ) di non essere giudicato positivamente dalla collaboratrice …
Con quanto esposto sopra, volevo quindi portarvi alla seguente conclusione :
Eravamo quindi allenati a prenderci una piccola RESPONSABILITA’ DECISIONALE cominciando a scrivere il manoscritto in forma definitiva.
Diversamente cioè a come sto facendo adesso col mio word sul testo che sto scrivendo: se non mi piace ciò che ho fatto , cancello, sposto, correggo, taglio etc .
Si è vero , anche il manoscritto poteva essere corretto a mano con gomma e matita , ma era molto noioso...
Adesso le segretarie hanno anche altri compiti, ormai anche i loro capi scrivono mail sul loro PC o “twittano” o “chattano” direttamente (con un forte incremento della produttività personale!) . Anche esponenti politici, di rilievo o meno....
C’è anche da dire che una volta la corrispondenza ufficiale aziendale , con tanto di numeri di protocollo , era molto ridotta e quindi non si faceva fatica a tenere a mente le lettere in/out, e quindi gli impegni richiesti o promessi .
Adesso con le mail siamo aiutati fortunatamente dall’opzione “cerca”
Sacrosanta!
3) PROFESSOR GOOGLE
Sa tutto lui.
Basta chiedergli cosa vuoi sapere, magari utilizzando direttamente la propria voce senza fare nemmeno la fatica di scrivere con i tastini sul cellulare o del PC
E sta diventando indispensabile!
Bisogna farcene una ragione. Nei tempi andati la programmazione di un viaggio in auto era appannaggio di un lettore di carte automobilistiche e conoscitore delle strade percorribili se trafficate o meno
Dopo di che colui che aveva la RESPONSABILITA DECISIONALE di scegliere il percorso, calcolare il tempo di viaggio e di fissare l’ora di partenza per un presunto arrivo nell’orario concordato.
Adess l’è minga inscì
Basta inserire l’indirizzo di destinazione sul programma Maps o similare e la tipologia del mezzo di locomozione e in qualche secondo ti viene fuori il percorso da lui consigliato con pedaggi o meno . e il tempo della durata del viaggio. Inoltre ti assiste con info durante il percorso , a seconda del traffico e delle eventuali soste, aggiornando via via l’orario presunto di arrivo.
Cioè gli abbiamo delegato la RESPONSABILITA’ DECISIONALE delle modalità del nostro viaggio, anche se ci propone in genere un paio di alternative, con pedaggi o meno.
E diminuisce anche il carisma personale del navigatore umano agli occhi di eventuali passeggeri .
Fra l’altro la posizione di tipo satellitare sulla mappa geografica digitale ora è ancora espressa nei classici gradi di latitudine e longitudine, nord, sud, est e ovest ma con i decimali espressi in frazioni infinitesime di grado, corrispondenti a circa mezzo metro sul terreno , o forse anche meno.
Quando comunico la mia posizione con questo sistema per un eventuale appuntamento, nell’attesa devo stare attento quindi a non cambiare marciapiede…..
Per non parlare di tutte le altre prestazione digitali che conoscete benissimo ..
Concludendo:
Ho riflettuto che tutte queste possibilità e anche altre potrebbero aver contribuito meritevolmente ad affrancare l’universo femminile da un certo tecnicismo appannaggio storico del genere maschile, come dimostra l’esempio suesposto.
Sono passati fortunatamente i tempi in cui si diceva :
donna al volante pericolo costante……
ma per altri motivi evidentemente
4) ZAINETTO
Boh, mi sono fermato a riflettere anche sulla diffusione degli zainetti, utilizzati anche da parte di giovani di età ultra scolastica e sarei arrivato a una considerazione che vi sottopongo per avere una conferma o meno delle mie idee.
L’ho correlata infatti a una generale riduzione della RESPONSABILITA DECISIONALE , anche se di tipo essenzialmente personale in questo caso.
Mi spiego meglio con qualche esempio
Ad esempio: l’uscire di casa la mattina per andare in giro, richiede una minima indagine sul tempo atmosferico previsto .
Pioverà o no? Prendo quindi l’ombrello o no? Però che rottura portarselo in giro se non serve!
Ma la tecnologia ci ha aiutato a risolvere questo dilemma cioè a evitare di prendere una DECISIONE che diventa irrevocabile da quando sei uscito di casa.
Infatti i nuovi zainetti contengono 2 tasche esterne in cui si può allocare il miniombrello pieghevole (altro miracolo della tecnologia), da una parte, e nell’altra una bottiglietta di acqua per una eventuale e improvvisa arsura. Senza avere quindi avere la necessità di trovare una fontanella o fare la richiesta a un barista gentile….
E all’interno dello zainetto ci può stare un po’ di cibo di soddisfazione immediata di un eventuale calo degli zuccheri come taralli etc .
O in caso di dubbi sulla temperatura atmosferica percepita un golf o un giacchino di soccorso.
Questo per argomentare la mia sensazione che la moda degli zainetti ha ridotto la necessità di una DECISIONE ON OFF irrevocabile dopo l’uscita di casa.
5) SUPERMERCATI
Quanto segue, invece, vuole far osservare quanto la loro istituzione e anche le ordinazioni on line agli stessi abbia incrementato, al contrario, la capacità decisionale personale .
Infatti una visita alla merce esposta con tutta la varietà dell’offerta ti obbliga a una decisione di scelta, a una selezione dell’acquistabile
Così pure la composizione di un hamburger presso un Mc Donald realizzata scegliendo su un touch screen all’ingresso del locale fra qualche decina di varianti compositive….. .
Sono molto diminuiti i negozi di alimentari al dettaglio dove però la nostra scelta era influenzata anche dal consiglio del proprietario che veniva richiesto sulla bontà di un certo pezzo di carne, la sapidità di un prosciutto o di un formaggio speciale, garantita però da un mini assaggio fisico fornito dall’esercente, forse a bella posta ma con soddisfazione malcelata dell'acquirente....
Si, la frequentazione dei supermercati secondo me è una falsa sensazione di aumento di capacità decisionale perché fra offerte speciali, esposizione attraente della merce, due per uno, sconto alla cassa e anche la possibilità di avere piatti già pronti, il marketing aziendale ti indirizza dove vuole lui.
Come dal salumaio di cui sopra, però, in fin dei conti!
“nihil sub sole novi”
Ma non nego che sia molto comodo..
Sfruttiamo la tecnologia per quello che ci fa comodo, ma non facciamoci sostituire completamente da essa .
Adesso mi prendo la RESPONSABILITA DECISIONALE di scrivere le mie…
CONCLUSIONI
E’ con l’abitudine che ci si abitua !
Non so se è un proverbio o una mia battuta, ma volevo fare qui di seguito qualche considerazione:
O uno nasce col carattere cosiddetto ”decisionista” e allora non si discute della sua capacità decisionale e non ce ne sorprendiamo.
Invece per altri tipi di carattere , nella vita privata o lavorativa, possiamo trovarci nella necessità di dover prendere delle decisioni , e quindi essere allenati, può essere d ‘aiuto in molte situazioni impreviste....
Faccio un esempio lavorativo.
Se una persona all’inizio di una carriera in un ambito aziendale comincia a prendersi la sua responsabilità sulle piccole decisioni, comincia un allenamento che sarà notato dal suo capo finchè non diventerà capetto lui stesso e poi forse destinato a responsabilità sempre maggiori. E cosi via in progressione
E’ cosi che secondo me dovrebbe costruirsi una filiera di comando e quindi di responsabilità sempre crescenti .
Anche perché la DECISIONE è un processo di SINTESI che viene dopo un processo doveroso di ANALISI, specifico del problema, con conoscenza dei pro e dei contro e delle implicazioni collaterali in un contesto più ampio di quello del problema stesso.
Quindi viene facilitato il compito decisionale a chi ha un metodo messo a punto con l’esperienza di casi precedenti magari di minore importanza..
Ultima considerazione,.... prometto .
Nel processo di SINTESI ,con un conseguente decisione, non bisogna dimenticare i fattori non razionali che possono intervenire a far pendere la bilancia da una parte o dall'altra .
Uno di questi, uno per tutti , sono i SENTIMENTI , o le percezioni SENSITIVE che ovviamente dipendono dal carattere di ciascuno di noi.
Qualche volta ho preso DECISIONI , anche “di pancia” , come dico io .
Ad esempio l'AMORE , per le cose o le persone: quanto pesa nelle nostre DECISIONI?
Pensateci!




